Indovina chi prepara la cena dopo una giornata di duro lavoro?

Ventilato o con grill, cuoce, scalda, scongela, fa la pizza, i dolci, i pop corn, è veloce, pratico e, quando ha finito, si spegne da solo o lancia segnali acustici… un vero alleato in cucina.

Entrati prepotentemente nelle case degli italiani, i forni a microonde stanno vivendo una seconda giovinezza e oggi puntano in alto. Aspirano, nemmeno molto velatamente, a sostituire il vecchio forno tradizionale nelle nostre cucine.

Basta dare un’occhiata ai dépliant (e ai prezzi) dei modelli in commercio per rendersi conto di quali ambizioni abbiano, con tutte le funzioni una volta proprie solo dei parenti più grandi. Ventilati, con grill, con l’opzione scongelamento, quella dedicata alla cottura della pizza, quella per fare dolci… gli attuali microonde, di certo, non si limitano più solo a rendere comoda la vita a chi, rientrato a casa, vuole tirare fuori dal freezer una pietanza e consumarla rapidamente. I moderni forni, infatti, promettono le stesse prestazioni di un apparecchio a gas.

Già FATTO?

Ma come funzionano questi geni della cucina? Il principio è relativamente semplice: emettono microonde a una velocità di 2,5 miliardi di oscillazioni al secondo provocando la vibrazione delle molecole di acqua e di grasso dell’alimento. Proprio questo stato “di agitazione” è alla base della cottura, dato che il movimento produce calore e
cuoce dall’interno il cibo.

Questo tipo di preparazione ha diversi vantaggi nutrizionali: consente di preservare una maggior dose di vitamine, perché è molto più veloce rispetto a quella di un forno tradizionale, e disperde meno sali minerali dato che non richiede 1’aggiunta di acqua e olio. Consente, inoltre, piatti più dietetici poiché non ha necessità di grassi.

In questo modo, poi, non si rischia la formazione sul cibo della crosta carbonizzata (come quella dell’arrosto troppo cotto) che contiene sostanze cancerogene. Effetti benefici, infine, ci sono anche nell’economia domestica, soprattutto quando si confronta un microonde con un forno elettrico. Con il primo, infatti, si riducono i tempi di cottura e non è necessario il preriscaldamento, con un risparmio che può arrivare anche al 50-70 per cento.

Qual buon VENTO

Una volta convinti dai molti benefici del microonde, non resta che avventurarsi tra decine di marchi e modelli differenti e affrontare la selezione, tenendo conto che esistono, sostanzialmente, tre tipi di forni base.

Microonde semplice. Scongela e riscalda ma cuoce perfettamente solo alcuni tipi di alimenti (verdure e pesce, per esempio). Se provate, infatti, a mettere in forno un rollè o un cosciotto di pollo o di agnello, alla fine della cottura vi troverete di fronte a un piatto di… lessi. Da consigliare solo a chi lo utilizza in associazione con il forno tradizionale.

Combinato con grill. Il grill, esattamente come quello dei parenti a gas, è posto nella parte superiore del forno e trasmette per irraggiamento il calore alla superficie dei cibi. Questa famiglia di microonde ha tutte le potenzialità della precedente, ma consente anche di gratinare e dorare in superficie. In questo modo si può utilizzare per preparazioni a base di pasta, pesce, carni e verdura. Combinato e ventilato. L’ultima (e la più cara) tra le classi di microonde unisce anche la ventilazione, che cuoce per circolazione di aria calda come un forno tradizionale. In questo modello, alla ventola è accoppiato il grill Praticamente
perfetti per mandare in pensione il vecchio forno, sempre che abbiano una spazio sufficiente per ospitare le stesse pietanze.

IN BALIA delle onde

Quanti di voi non hanno mai sentito sussurrare voci e dicerie sui presunti effetti dannosi delle onde sugli alimenti? In qualche caso, si è arrivati perfino ad accusarle di effetti cancerogeni sull’uomo.
Ebbene, vale la pena chiarire che si tratta di pure invenzioni.

Non solo non si può sostenere che la cottura al microonde sia cancerogena ma, come abbiamo visto, in molti
casi è addirittura da preferire a quella tradizionale. Il dubbio che le microonde potessero alterare la struttura degli alimenti, sollevato da alcuni studiosi inglesi, è stato poi smentito da una ricerca condotta dall’ International Life Science Institute, che non ha riscontrato alcuna alterazione significativa della struttura degli alimenti. Scaldato al microonde o a bagnomaria il latte (tanto per fare un esempio) presenta gli stessi valori proteici. Così come è da smentire la convinzione che gli alimenti continuino a irraggiare, anche dopo la cottura. L’emissione di onde, infatti, cessa un miliardesimo di secondo dopo l’arresto del forno. Continua, invece, ancora per qualche secondo 1’agitazione delle molecole provocata dalle onde e, quindi, la cottura dell’alimento

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