La pensione il 10 del mese ? Come posso andare in pensione ?

In questi giorni sindacati e associazioni dei consumatori stanno protestando contro lo slittamento del pagamento della pensione dal primo al 10 del mese previsto dalla legge di stabilità 2015.

Ricordiamo che in Italia ci sono due modi per andare in pensione, la pensione di vecchiaia e la pensione di anzianità, quest’ultima modalità modificata dalle normative introdotte dall’ex Ministro Fornero, che ha generato il cado degli esodati.

L’età per andare in pensione grazie alla “pensione di vecchiaia” cresce costantemente dopo il decreto legge del 2011 in quanto è stata legata all’aspettativa di vita. Della pensione di anzianità, che era legata al meccanismo delle quote, rimangono invece solo alcune deroghe.

Relativamente alle contestazioni di questi giorni, l’ Inps ha fatto sapere di essere pronto ad attuare la misura con gradualità. La norma sul rinvio del pagamento delle pensioni al 10 del mese scatta il 1 gennaio 2015, e interessa circa sei milioni di risparmi l’anno. La norma rientra nella “missione” dell’Inps volta ad unificare i pagamenti per coloro che hanno pensioni sia Inps, che continueranno ad essere pagate il primo di ogni mese, che Inpdap, che invece subiranno lo slittamento del pagamento al 16 del mese. Per quanto riguarda il numero dei pensionati interessati si valuta in circa 800.000 pensionati.

Relativamente a questo caso il ministro Fornero ha dichiarato: “Pensioni pagate il 10 del mese? Crea scompiglio e non fa risparmiare”
La motivazione della normativa, che come detto prima dovrebbe scattare gennaio 2015, è connessa alla possibilità per lo stato di risparmiare sulle commissioni bancarie. Tuttavia il posticipo della pensione per quei pensionati con un assegno mensile già molto basso creerebbe non pochi problemi. Il Codacons (associazione dei consumatori) ha ricordato come sulla base della data di pagamento prevista per il primo di ogni mese, i pensionati molte volte attendono per far fronte a tutta una serie di scadenze e che questa normativa rappresenta un danno enorme perché rischia di mettere in crisi la liquidità degli anziani. Ricordiamo che circa 2 milioni di pensionati ricevono l’assegno minimo di 500 euro.

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